Hai deciso che è ora di iniziare a usare seriamente l’intelligenza artificiale, ma appena hai provato a informarti ti sei ritrovato davanti a una lista infinita di nomi — ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot, Midjourney, Perplexity — senza capire bene cosa distingue l’uno dall’altro e quale fa davvero al caso tuo. È normale: il settore si muove così in fretta che anche chi lo segue con attenzione fatica a stare al passo.

In questa guida ti spiego come orientarti tra gli strumenti di intelligenza artificiale generativa più usati oggi, divisi per quello che sanno fare meglio: conversare e scrivere, generare immagini, programmare, cercare informazioni aggiornate. Per ognuno trovi un link diretto al sito ufficiale, cosa lo distingue dagli altri e a chi conviene davvero.

Una premessa importante: non troverai prezzi precisi in questa guida. I piani di abbonamento di questi servizi cambiano con una frequenza che renderebbe una cifra scritta oggi obsoleta tra pochi mesi — ti indico solo le fasce generali (gratis, abbonamento base, abbonamento avanzato) e ti rimando al sito ufficiale di ciascuno per il piano aggiornato.

Prima di scegliere: qual è la domanda giusta?

L’errore più comune è chiedersi “qual è la migliore IA”, come se fosse una classifica unica. La domanda utile è un’altra: a cosa ti serve, di preciso? Scrivere una tesi, generare la copertina di un podcast, correggere un bug in un codice, verificare una notizia sono compiti diversi, e strumenti nati per fare bene una cosa spesso sono solo discreti nelle altre.

Tieni anche presente due criteri trasversali, validi qualunque strumento tu scelga: quanto conta la precisione di quello che ti serve (se stai lavorando su dati, numeri o riferimenti da citare, conta più un modello affidabile che uno “creativo”) e l’ecosistema in cui lavori già — chi usa Gmail e Documenti Google troverà Gemini integrato ovunque, chi usa Word ed Excel avrà lo stesso con Copilot.

I migliori chatbot generalisti

Sono gli strumenti da cui quasi tutti iniziano: capiscono il linguaggio naturale, rispondono a domande, scrivono testi, riassumono documenti, ragionano su problemi complessi. Le differenze tra i quattro principali sono più sottili di quanto sembri dal marketing.

ChatGPT

ChatGPT è lo strumento che ha reso popolare l’intelligenza artificiale generativa presso il grande pubblico, sviluppato da OpenAI. È probabilmente il più versatile in assoluto: scrive testi di ogni tipo, genera codice, crea immagini (ne parlo più avanti) e, con l’app mobile, puoi anche parlarci a voce.

Puoi iniziare a usarlo gratuitamente collegandoti alla home page e creando un account con email, Google, Microsoft o Apple — l’app è disponibile anche per Android e iOS. Il piano gratuito include un accesso limitato ai modelli più recenti; i piani a pagamento (disponibili in diverse fasce, dalla più economica a quella professionale) sbloccano limiti più alti, i modelli di ragionamento avanzato e priorità di accesso nelle ore di punta. Trovi il dettaglio aggiornato nella pagina dei piani ChatGPT.

Il consiglio pratico più utile che posso darti: la qualità delle risposte dipende moltissimo dalla qualità di quello che chiedi. Se ancora non hai dimestichezza con i prompt, ti consiglio di leggere la nostra guida su come scrivere prompt efficaci prima di giudicare lo strumento da una risposta deludente.

Google Gemini

Google Gemini è il chatbot sviluppato da Google (in passato noto come Bard), costruito sui dati e l’infrastruttura dell’azienda. Il suo punto di forza più concreto è l’integrazione nativa con l’ecosistema Google: puoi richiamarlo direttamente da Gmail per riassumere un’email, da Documenti per riscrivere un paragrafo, da Fogli per generare formule, senza uscire dall’app che stai già usando.

Anche qui la versione gratuita basta per un uso occasionale, con accesso al modello più leggero e disponibilità variabile a quello più avanzato; i piani a pagamento (più fasce, incluse quelle pensate per chi lavora con documenti molto lunghi) aumentano i limiti d’uso, sbloccano la generazione di immagini e video e ampliano la “finestra di contesto”, cioè quanta informazione il modello riesce a tenere in memoria in una singola conversazione. Dettagli aggiornati nella pagina degli abbonamenti Google AI.

Claude

Claude è il chatbot sviluppato da Anthropic, un’azienda fondata da ex membri del team che ha creato ChatGPT. È lo strumento che consiglio più spesso per scrittura, editing e ragionamento accurato su testi lunghi: tende a essere più prudente nel non “inventare” informazioni e a spiegare il proprio ragionamento in modo più trasparente rispetto ad altri chatbot.

Il piano gratuito ha un numero di messaggi limitato nell’arco di poche ore, sufficiente per provarlo con calma; i piani a pagamento (anche qui su più fasce) alzano sensibilmente questo limite e aggiungono strumenti dedicati per programmazione e ricerca. Dettagli sempre aggiornati nella pagina dei piani Claude.

Microsoft Copilot

Microsoft Copilot è la risposta di Microsoft, costruita sugli stessi modelli linguistici usati da ChatGPT ma integrata a fondo nell’ecosistema Windows e Microsoft 365. Puoi usarlo gratuitamente dal sito, dall’app o dalla barra laterale di Edge senza nemmeno accedere con un account Microsoft, anche se farlo sblocca conversazioni più lunghe.

Dove Copilot fa davvero la differenza è nell’abbonamento pensato per chi usa già Word, Excel, PowerPoint e Outlook: da lì può riassumere email, generare bozze di documenti e presentazioni, e analizzare fogli di calcolo restando dentro i programmi che usi ogni giorno. Se in ufficio lavorate già con Microsoft 365, è probabilmente lo strumento con la curva di adozione più bassa. Piani e prezzi aggiornati sulla pagina Copilot per privati.

Le migliori IA per generare immagini

Se il tuo obiettivo non è scrivere ma creare contenuti visivi — illustrazioni, concept art, immagini per un blog o un progetto grafico — questi sono gli strumenti di riferimento.

GPT Image (dentro ChatGPT)

Il modo più semplice per generare immagini con l’IA oggi è probabilmente restare dentro ChatGPT: basta descrivere a parole cosa vuoi ottenere, anche allegando un’immagine di riferimento, e il modello di generazione immagini integrato (evoluzione del vecchio DALL·E, ormai considerato un modello “legacy”) genera il risultato direttamente nella chat, con la possibilità di chiedere modifiche mirate a mano a mano nella stessa conversazione.

È la scelta più comoda se non vuoi imparare un nuovo strumento: il piano gratuito include un numero limitato di generazioni al giorno, i piani a pagamento alzano sensibilmente questo tetto.

Midjourney

Midjourney resta il punto di riferimento per chi cerca la qualità estetica più alta, soprattutto per immagini stilizzate, artistiche o che imitano stili pittorici specifici. Storicamente funzionava solo tramite Discord, ma oggi l’interfaccia web ufficiale è diventata il modo più comodo per usarlo: accedi con account Google o Discord, scrivi il comando /imagine seguito dalla descrizione di quello che vuoi ottenere, e in meno di un minuto ricevi quattro varianti da ingrandire o modificare con gli strumenti dell’editor integrato.

A differenza di ChatGPT e Gemini, Midjourney non ha una versione gratuita utilizzabile a tempo indeterminato: serve un abbonamento fin dal primo giorno. In compenso, per chi lavora seriamente con le immagini generate — copertine, illustrazioni, moodboard — resta uno degli strumenti più curati sul mercato. Tutte le istruzioni aggiornate sono nella documentazione ufficiale.

La migliore IA per programmare

GitHub Copilot

GitHub Copilot è l’assistente di programmazione sviluppato da GitHub (di proprietà Microsoft) in collaborazione con OpenAI. Si integra direttamente negli editor di codice più diffusi (Visual Studio Code su tutti) e suggerisce completamento automatico di funzioni, spiega codice esistente e può anche occuparsi in autonomia di attività più lunghe delegate tramite chat.

Ha un piano gratuito con funzionalità limitate, pensato per chi vuole provarlo, e piani a pagamento su più livelli per chi programma regolarmente o lavora in team: più sali di livello, più modelli avanzati e più margine di utilizzo hai a disposizione. Se scrivi codice anche solo saltuariamente, vale la pena provare almeno la versione gratuita: la trovi sulla pagina ufficiale dei piani.

La migliore IA per la ricerca e il fact-checking

Perplexity

Perplexity si distingue dagli altri strumenti di questa lista per un motivo preciso: invece di rispondere solo sulla base di quello che ha “imparato” durante l’addestramento, cerca attivamente sul web in tempo reale e cita le fonti di ogni affermazione, con link cliccabili verso gli articoli originali. È lo strumento più adatto quando ti serve una risposta aggiornata e verificabile, non solo plausibile.

La versione gratuita copre bene le ricerche occasionali; i piani a pagamento aumentano il numero di ricerche approfondite disponibili e sbloccano modelli di ragionamento più potenti per analisi complesse su più fonti contemporaneamente. È una scelta particolarmente sensata se usi spesso i chatbot generalisti per “cercare cose” invece che per conversare o scrivere: Perplexity fa quel lavoro meglio, per costruzione.

Gratuito o a pagamento? Cosa cambia davvero

Al di là delle cifre esatte — che, lo ripeto, cambiano troppo spesso per avere senso scritte qui — la differenza tra piano gratuito e piano a pagamento segue quasi sempre lo stesso schema in tutti questi strumenti:

  • Limiti di utilizzo: il piano gratuito ti dà un numero di messaggi, ricerche o generazioni contati nell’arco di un’ora o di un giorno; i piani a pagamento alzano questi tetti, a volte fino a renderli praticamente illimitati per un uso normale.
  • Accesso ai modelli più recenti: le versioni gratuite spesso usano modelli meno recenti o “instradano” automaticamente le richieste più semplici verso modelli più leggeri, riservando quelli di punta agli abbonati.
  • Funzioni aggiuntive: generazione di immagini o video, memoria più lunga delle conversazioni precedenti, integrazione con altri strumenti (documenti, fogli di calcolo, editor di codice) sono quasi sempre riservate ai piani a pagamento o fortemente limitate in quello gratuito.

La cosa più sensata da fare è iniziare sempre dal piano gratuito di uno o due strumenti, usarli per le tue attività reali per qualche settimana, e passare a un abbonamento solo quando senti concretamente il limite — non prima. Consulta il sito ufficiale di ciascuno strumento per i piani disponibili e i prezzi aggiornati al momento in cui leggi.

Un avvertimento che vale per tutti questi strumenti

Qualunque intelligenza artificiale generativa tu scelga, tieni a mente un limite strutturale: può sbagliare con sicurezza, generando informazioni plausibili ma false — un fenomeno che in gergo si chiama “allucinazione”. Non è un bug occasionale che verrà risolto con il prossimo aggiornamento, ma una caratteristica intrinseca di come funzionano questi modelli.

Verifica sempre dati, citazioni, riferimenti normativi o numeri prima di usarli in un contesto in cui un errore ha un costo reale — che sia un lavoro, uno studio o una decisione importante. Usa questi strumenti come punto di partenza per accelerare il tuo lavoro, non come fonte definitiva su cui basarti a occhi chiusi.