Non tutti quelli che cercano prestazioni da top di gamma vogliono (o possono) spendere oltre 1000 euro. Per questo abbiamo messo a confronto sette smartphone di fascia media che, su molti aspetti, riescono a tenere testa a modelli molto più costosi: iPhone 17e, Google Pixel 10 e Pixel 10A, OPPO Reno 15 Pro, vivo V70, Nothing Phone (4a) Pro e POCO F8 Pro. Nessuno di questi è perfetto, ma ognuno eccelle in almeno un ambito specifico.
I sette modelli a colpo d’occhio
iPhone 17e — il più compatto e il più potente nei task di intelligenza artificiale on-device, con Face ID e vetro antiriflesso, ma fermo a 60 Hz.
Google Pixel 10 — la scelta più equilibrata tra hardware e software, con una delle migliori vibrazioni aptiche del gruppo, ma solo due fotocamere posteriori.
Google Pixel 10A — stesso software curato del Pixel 10 a un prezzo simile agli altri sei, anche se razionalmente il Pixel 10 “liscio” resta la scelta più sensata.
OPPO Reno 15 Pro — il sistema fotografico più completo, unico con ultra-grandangolo da 50 MP oltre al teleobiettivo.
vivo V70 — il miglior teleobiettivo del lotto e un’autonomia che, secondo le nostre stime, può arrivare a 3-4 giorni.
Nothing Phone (4a) Pro — il più originale nel design, corpo interamente in alluminio e Glyph Bar posteriore, con il neo della certificazione IP65.
POCO F8 Pro — il miglior display del confronto, rovinato però da un software pieno di pubblicità e bloatware.
Design e materiali
Chi cerca un telefono compatto guarda all’iPhone 17e, il più piccolo e leggero del gruppo, oppure al Pixel 10A. L’OPPO Reno 15 Pro ha ridotto le dimensioni rispetto alla generazione precedente pur potenziando le specifiche, risultando a metà strada tra i due. Il vivo V70 è probabilmente il più elegante e sobrio, con un vetro Schott (lo stesso sub-brand usato su fotocamere professionali tedesche) che lo rende molto resistente. Il Nothing Phone (4a) Pro è il più grande e il più distintivo: unico con scocca interamente in alluminio e un pannello posteriore a LED (la Glyph Bar) che può mostrare notifiche o informazioni personalizzate. Il POCO F8 Pro, dal canto suo, richiama esteticamente l’iPhone, con un’area superiore dedicata a un doppio altoparlante firmato Bose.
Display
Il verdetto più netto va al POCO F8 Pro: monta un pannello con matrice RGB reale a 12 bit e cornici sottilissime, un livello di qualità che normalmente si trova su telefoni da 1500 euro. Segue il vivo V70, tra i più luminosi del lotto e molto personalizzabile, con l’OPPO Reno 15 Pro subito dietro (più compatto, ma leggermente meno luminoso). Il Nothing Phone (4a) Pro ha un buon pannello a 144 Hz ma non ai livelli di luminosità degli altri, mentre l’iPhone 17e paga lo scotto di essere l’unico fermo a 60 Hz — nel 2026 si sente, soprattutto nello scorrimento.
Fotocamere
Qui la scena se la giocano quattro modelli su sette. L’OPPO Reno 15 Pro ha il sistema più completo, grazie a un ultra-grandangolo da 50 MP che nessun altro concorrente offre. Il vivo V70 ha invece il miglior teleobiettivo in assoluto, con un sensore quasi alla pari di quello principale. Il Nothing Phone (4a) Pro propone uno zoom ottico periscopico, ma è un passo indietro rispetto al modello Pro della generazione precedente, e l’ultra-grandangolo da 8 MP è il punto debole. L’iPhone 17e ha soltanto una fotocamera posteriore, mentre il Pixel si ferma a una doppia fotocamera con un ultra-grandangolo di supporto poco più che simbolico. Per i selfie, iPhone e Pixel restano un gradino sopra gli altri.
Prestazioni e intelligenza artificiale
Nei test di intelligenza artificiale on-device e nell’esportazione video in 4K con HDR, l’iPhone 17e stacca nettamente tutti gli altri grazie al chip A19. Il POCO F8 Pro segue al secondo posto, confermando un hardware di fascia molto alta. Sorprende l’OPPO Reno 15 Pro, che con un chip MediaTek riesce a comportarsi quasi come un top di gamma nell’export video. Il Nothing Phone (4a) Pro, penalizzato dalla necessità di non scaldare troppo la scocca in metallo, chiude la classifica.
Autonomia e ricarica
Il vivo V70 vince nettamente su questo fronte, con una batteria che può arrivare fino a 6500 mAh e un’autonomia stimata di 3-4 giorni per un uso non intensivo. L’iPhone 17e, pur con una batteria più piccola, sfrutta un modem molto efficiente per arrivare quasi a due giorni di autonomia, ed è — insieme al Pixel — l’unico con ricarica wireless (con supporto MagSafe). OPPO e POCO non hanno ricarica wireless ma recuperano con tempi di ricarica cablata sotto l’ora. Il Nothing Phone (4a) Pro, con la batteria più piccola del gruppo e solo ricarica cablata a 50W, è il più debole su questo fronte.
Software
Qui le strade si dividono nettamente. Google Pixel (in entrambe le varianti) e Nothing Phone offrono l’esperienza più pulita, con pochissimo software preinstallato non necessario. L’OPPO Reno 15 Pro si difende con ColorOS, anche se non manca qualche fastidio come sfondi impostati senza consenso. Il vero neo del confronto è il POCO F8 Pro: nonostante l’hardware quasi perfetto, il software è pieno di pubblicità, applicazioni di terze parti che richiedono permessi eccessivi e app preinstallate difficili da disinstallare — un compromesso che vale la pena considerare prima dell’acquisto.
Conclusione
Non esiste un vincitore assoluto tra questi sette smartphone, ma ognuno ha un profilo chiaro: l’iPhone 17e per chi vuole il massimo della potenza in un formato compatto con iOS; il Google Pixel 10 per chi cerca l’esperienza Android più equilibrata; l’OPPO Reno 15 Pro per chi vuole il sistema fotografico più versatile; il vivo V70 per autonomia e teleobiettivo; il Nothing Phone (4a) Pro per chi vuole distinguersi; il POCO F8 Pro per chi dà priorità assoluta all’hardware ed è disposto a “ripulire” il software. Il Pixel 10A resta una buona scelta solo se il Pixel 10 “liscio” non è disponibile allo stesso prezzo.