Mini-LED è un’evoluzione della retroilluminazione dei TV LED/LCD: invece di pochi LED di grandi dimensioni, il pannello usa decine di migliaia di LED miniaturizzati, raggruppati in centinaia o migliaia di zone di local dimming controllabili in modo indipendente.

Perché fa la differenza

Più sono numerose le zone controllabili singolarmente, più precisa è la gestione del contrasto tra aree chiare e scure dell’immagine. Questo riduce sensibilmente il blooming — l’alone luminoso che appare intorno a un oggetto chiaro su sfondo scuro, tipico dei LED con meno zone di controllo, ad esempio i sottotitoli bianchi su una scena notturna — e permette di raggiungere neri più profondi e un HDR più efficace rispetto a un LED o QLED tradizionale, dove spesso l’intero pannello (o poche grandi zone) viene gestito come un blocco unico. Il numero di zone varia molto da modello a modello: si va da poche centinaia sui Mini-LED entry-level fino a oltre mille su alcuni modelli più avanzati.

Una luminosità che il pannello OLED non può eguagliare

Il vantaggio più concreto del Mini-LED rispetto all’OLED è la luminosità di picco: i migliori pannelli Mini-LED oggi raggiungono 2.000-3.000 nit, praticamente il doppio o il triplo della fascia 800-1.200 nit tipica di un buon OLED. In pratica, questo significa che un TV Mini-LED resta perfettamente leggibile anche in salotti molto luminosi o con luce diretta sullo schermo, una condizione in cui un OLED tende a mostrare un’immagine percepita come meno “brillante”.

QNED: il Mini-LED secondo LG

QNED è il nome commerciale con cui LG vende i propri TV Mini-LED, combinando questa tecnologia di retroilluminazione con Quantum Dot (per la resa cromatica, la stessa tecnologia usata nei QLED) e NanoCell (tecnologia proprietaria che sfrutta nanoparticelle per filtrare le lunghezze d’onda di luce indesiderate, migliorando ulteriormente colori e angoli di visione). Dietro nomi commerciali diversi da produttore a produttore — QNED per LG, Neo QLED per Samsung, QD-Mini LED o SQD-Mini LED per TCL — la sostanza tecnica è sempre la stessa: più LED, più zone di controllo indipendenti, più precisione nella gestione del contrasto.

Il compromesso

I TV Mini-LED offrono generalmente una qualità d’immagine superiore a un LCD tradizionale, ma restano più costosi, dato il maggior numero di componenti e la complessità di elaborazione richiesta per gestire centinaia o migliaia di zone in tempo reale. Rispetto a un OLED, hanno il vantaggio di una luminosità di picco più alta (ideali in stanze molto luminose) mentre restano leggermente indietro su neri assoluti e angoli di visione estremi, dove la retroilluminazione, per quanto suddivisa in molte zone, non può eguagliare il controllo pixel per pixel di un pannello autoilluminante.